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PER S.I.M.P.S.N.S.C

Da: ECCOMI
Categoria: Categoria 1
Date: 26 feb 2010
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Commenti

Caro S.I.M.P.S.N.S.C., siamo in democrazia per cui è lecito e legittimo criticare, però dobbiamo discernere la critica costruttiva, ossia quella che viene fatta per evidenziare degli errori e che subito dopo contribuisce con delle idee e/o proposte, dalla critica distruttiva fine a se stessa. Quest’ultima è senza dubbio quella più dannosa sia per chi la fa, in quanto attira solamente l’ira di tanti, sia per chi la riceve, perché se non ha carattere si demoralizza, (non è il caso del Mister) e potrebbe abbandonare tutto. E’ condivisibile il tuo pensiero quando dici che a “fare” debbano essere soprattutto quelli “deputati”, ma ad una condizione che il tuo pensiero sia rivolto ad una società di calcio di professionisti e/o semi professionisti e aggiungo anche dilettanti, ma con un minimo di organizzazione e di organismi che si dividono il compito per il corretto funzionamento della società. Non è certo il caso della squadra di sant’andrea dove i giocatori ed il mister non prendono un centesimo, non vi è il preparatore atletico, il massaggiatore, un medico, un infermiere, l’addetto al campo, agli spogliatoi, non vi è un pulman per le trasferte ed un autista, ecc, ecc, ecc..; dove il mister, qualche giocatore e qualcuno di buona volontà prendono la macchina per la trasferta, ci rimettono la benzina ed il rischio di incidenti; dove il mister e qualche (diciamo) dirigente devono recuperare i giocatori locali in qualche bar per effettuare gli allenamenti o per arrivare ad undici la domenica, ecc.; dove chi “DEVE FARE” “FA” e solo per tanta passione per questo sport e per attaccamento al paese. Quindi, come vedi, non è da biasimare il mister se si “incazza”, (anzi “incazzato” è una parola non appropriata, io direi più amareggiato dalle critiche), ma non tanto per i risultati e/o per la posizione in classifica (che comunque rientra nel programmato) o perché rivolte a lui, ma perché chi critica non tiene conto di tutto quanto ho appena descritto sopra, non tiene conto dei tanti e grossi sacrifici che fanno quelle 4 o 5 persone che seguono la squadra e le loro famiglie e soprattutto non tiene conto della mentalità del “non fare” di molti sant’andreani. Per cui se qualcuno oltre ad essere critico (e ripeto legittimamente), si sbracciasse le maniche, si recasse al campo (sede della squadra) o si presentasse alla dirigenza per dire: “in questa società non va bene questo, quest’altro …….. ecc. io sono a disposizione sia economicamente che fattivamente ecc”, allora è ben accetta anche la critica più forte e nessuno dirà mai niente. Saluti.


Ultimo aggiornamento: 26-02-10