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LA POESIA NON SI LEGGE,ASCOLTA

Da: FRECINA DI PESCOPAGANO
Categoria: Categoria 1
Date: 20 ago 2008
Time: 23.36.27 +0200
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ANNA Digia’ rimembro il niveo volto ove vinto si china il mio spirto; calpesto appena il tuo sbadiglio colgo folle l’ immagine furante. Sparisti come un sogno a l’alba in un bisbiglio lasciasti lunge l’orizzonte, onde ti schivo mi appare come lo sguardo arde a l’infinito all’inisperato di’ smorto mi trovo, stolto ratto in me il puro avvezzo e ti ricorco santa; ti guido pauroso indi gioioso fuggitivo reggo il tuo raggiante anelo sto remoto nei pensieri ivi giaccio. Come ruota rotta trini soffusa il tuo cospetto sparisti muta, mi torturo cieco. Oh Anna qualor ignoro ti veggo frale ploro mero tua belta’ occulta si’ avvilito ti proteggo. Teco tacita lieto un vagar silente che ricorca nella tua parca forgia onde aquel tardo saetto’ capriccio solennemente mi affero’ repente. Lunge il favellar tracanni regali altrui di gran affanno unqua la tua pupilla saggia il confiato sguardo e de le labbra fore, pur se strapazzi le frágil gocce, mesce nell’ altrui cor la speme tingi lieta il soffocato ticchio.


Ultimo aggiornamento: 20-08-08