Sant'Andrea di Conza 14 Aprile 2026. Gli invisibili di casa nostra.

 È triste e doloroso constatare come l’armonia e la solidarietà di un tempo siano svanite nel nostro paese.
Quella che una volta era una piccola comunità accogliente e profondamente umana, sembra oggi aver smarrito la propria identità. Sempre più spesso, le persone più fragili vengono lasciate sole, prive del necessario supporto da parte delle istituzioni e della collettività.
Quel senso di accoglienza resta vivo solo nel cuore di pochi cittadini di buona volontà, che con amore offrono affetto e compagnia ai compaesani in difficoltà.
 Vedere queste persone vulnerabili sostanzialmente abbandonate a se stesse, invisibili agli occhi di chi dovrebbe intervenire, è una ferita aperta. Ciò che lascia atterriti — e la mia non vuole essere una critica cattiva, ma una riflessione oggettiva — è il forte contrasto nell'attenzione delle istituzioni.
Mentre vengono stanziate risorse ingenti " e tanti compaesani" per assistere decine di giovani immigrati in piena salute, i nostri "ultimi" restano nell'ombra.
Un amministratore potrebbe, ad esempio, chiedere a chi già opera nel settore dell'assistenza ai migranti di dedicare una parte del proprio tempo anche ai nostri bisognosi, per portare loro un po’ di calore umano e farli sentire ancora parte della società.
Com’è possibile che questi "invisibili" siano notati solo da pochi paesani e non dalle autorità competenti?
È emblematico e doloroso il caso di una nostra giovane compaesana che, colta da malore in uno stato di totale abbandono, ha ricevuto aiuto e conforto solo da pochissimi passanti fra l'indifferenza di tanti.
 Dovremmo riflettere seriamente su cosa siamo diventati e chiederci se sia ancora possibile recuperare quel senso di umanità che un tempo rendeva il nostro paese una vera famiglia.
  G. U.
     
     
     
     
     
     
     
     

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