Sant'Andrea di Conza 20 Aprile 2026. A scriverci oggi è il nostro compaesano che vive in Sardegna: Domenico Piccinno

La denuncia "Gli invisibili di casa nostra" a firma G.U., non capisco perché non firmare per esteso, mi ha estremamente turbato ed inevitabilmente mi chiedo: cosa non ha funzionato nella gestione di questa estrema fragilità della nostra giovane.
Pur non abitando devo per prima cosa chiamare in causa il servizio assistenza sociale del Comune, se il caso e' di loro competenza possiamo affermare che il servizio così non funziona; però ogni fragilità ha il suo percorso terapeutico e chiedo sono state attivate tutte le procedure presso gli uffici competenti?. Non possiamo fare interventi sporadici, va attivato un protocollo rigido e personale e ognuno sia sollecito a quanto di sua competenza. Certo sig. o sig.ra G.U. è triste e doloroso constatare non tanto il richiamo all'impoverimento del nostro  paese di cui una però una ricorrente retorica paesana fa di S.Andrea un'oasi felice, quanto esso sia lo specchio di una realtà diffusa a cui si è adeguato. Questo adeguamento ci dovrebbe portare ad una ulteriore analisi. Le credo che la sua non vuole essere una critica cattiva però consentimi di dire che focalizzando il ragionamento alla diversità dei finanziamenti in favore di giovani migranti "in piena salute" va a stuzzicare quella parte di società che non vede di buon occhio l'accoglienza dei migranti.  Siamo sempre nel mondo della fragilità, degli emarginati, di persone che hanno bisogno di aiuto. Diversi sono i canali di finanziamento e non si può chiedere a chi già opera in un settore, seppur di assistenza, provvedere ad altro. Potremmo anche chiederci, perché ognuno di noi non dedica parte del proprio tempo ai nostri bisognosi?.  Ce lo chiediamo però in silenzio perché qui è in gioco la personale sensibilità e libertà. Saluti
Domenico Piccininno 
  Domenico Piccinno
     
     
     
     
     
     
     
     

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