Sant'Andrea di Conza 27 Febbraio 2026.   
Questa è la terza lettera scritta a mano che Giuseppe Andreone dedica alla nostra comunità.

L'autore ci offre una riflessione critica sulla cultura contemporanea, sottolineando l'importanza di non dimenticare il passato e le proprie radici.
Punti Chiave della Lettera: Critica alla "Cancellazione" Culturale: Andreone esprime forte preoccupazione per quella che descrive come una messa al bando dei grandi classici (come Omero, Dante) e una "censura" delle favole tradizionali (come Cappuccetto Rosso e Biancaneve), talvolta ritenute non in linea con i canoni moderni.
 L'Importanza del Passato: Citando l'antico adagio latino "natura abhorret a vacuo" (la natura rifugge il vuoto), l'autore sostiene che non sia possibile vivere senza storia. Il vuoto lasciato dalla rimozione delle radici deve necessariamente essere colmato.
Ricostruzione e Impegno: La lettera richiama un messaggio del Presidente della Repubblica che, parlando di un "anno zero", esortava a ricostruire e reinventare tutto.
Andreone sottolinea che tale rinascita è possibile solo attraverso l'impegno individuale nel proprio "piccolo".
Metafora della Vita: L'autore conclude offrendo queste riflessioni come una metafora rivolta alla cultura italiana e occidentale, con l'obiettivo di far riflettere sulla necessità di "tornare grandi" giorno dopo giorno, "mattone dopo mattone".
Giuseppe Andreone, prossimo Vice Sindaco di Sant'Andrea di Conza, con la sua analisi profonda sul passato e sulle storie che ci modellano, rappresenta una fiducia rinnovata per tutta la comunità. Sant'Andrea di Conza ripone in lui grandi speranze per rilanciare finalmente il nostro paese, sia culturalmente che socialmente.
   
     
   
     
     
     
     
     
     

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