Sant'Andrea di Conza 8 Ottobre 2026. La fontana dei Monaci!!

 D. O. M.: Sta per Deo Optimo Maximo ("A Dio, il più Buono, il più Grande"), la classica formula di dedica ampiamente utilizzata dall'epoca barocca in poi su monumenti, chiese e opere pubbliche.
 Magnificus Donatus Antonius Navarra: Il committente dell'opera è il "Magnifico" Donato Antonio Navarra. Il titolo di Magnifico all'inizio dell'Ottocento indicava un cittadino di ceto civile preminente, un notabile, un possidente o un amministratore locale di spicco nella comunità di Pescopagano.
A re sua erexit: Significa che l'opera è stata eretta ed edificata attingendo al proprio patrimonio personale (a re sua, ovvero "a sue spese"), facendone dono alla collettività o per utilità delle proprie tenute. A. D. 1806: L'anno di costruzione o di importante restauro, il 1806 (Anno Domini).
 Il Contesto Storico La fontana sorge lungo antichi sentieri di montagna battuti per secoli da pastori, viandanti e legnaioli.
Il nome stesso ("dei Monaci") e la presenza di sorgenti d'alta quota in quest'area rimandano alle storiche proprietà ecclesiastiche o ai punti di sosta utilizzati dagli ordini religiosi che si muovevano tra i monasteri e i pascoli della zona.  Il 1806 fu un anno cruciale per il Regno di Napoli e per la Basilicata: coincise con l'inizio del decennio francese (l'arrivo di Giuseppe Bonaparte) e la successiva abolizione della feudalità. In questo clima di transizione, i notabili locali come la famiglia Navarra assumevano spesso l'onere e il prestigio di gestire e valorizzare le risorse idriche montane, fondamentali sia per l'abbeveraggio del bestiame durante la transumanza sia per l'approvvigionamento dei lavoratori della terra.
   
 
     
     
     
     
     
     
     

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